Capolavoro

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    La ragione ed i sentimenti

    Ragione e sentimenti, due parole con significato contrastante che rappresentano la vita di ciascuno di noi. Cosa sono però? A cosa possono portare? Spieghiamo il loro significato e parliamo della loro importanza.

    Partiamo da una loro definizione:

    La ragione è la facoltà che ci permette di esercitare l’intelletto tramite la quale siamo in grado di esercitare il pensiero razionale rivolto ad argomenti astratti. Essa ci permette varie cose come il formulare un giudizio, cogliere una nozione e spiegare com’è fatto il mondo. E’ , però , importante specificare che essa si differenzia dall’intelletto dato che il suo obiettivo è il cogliere dei concetti elaborabili solo dall’intelletto.

    Parte da osservazioni particolari per cercare di stabilire una regola generale. È la base del metodo scientifico, anche se le sue conclusioni sono probabilistiche e non certe assolute.

    Per i filosofi antichi come Eraclito, Platone e Aristotele la ragione (logos) non era solo una caratteristica umana ma l’ordine stesso dell’universo. Essere razionali significava essere in armonia con il cosmo.

    I sentimenti , invece, sono l’architettura invisibile della nostra vita: essi colorano le nostre giornate guidando le nostre decisioni e dando un senso a ciò che ci circonda. Spesso usiamo i termini “emozioni” e “sentimenti” come sinonimi, ma in psicologia esiste una distinzione affascinante tra i due:

    • Le emozioni sono reazioni biologiche intense e di breve durata che partono dal corpo e dal cervello primitivo in risposta a uno stimolo come la paura improvvisa per un rumore. Esse sono universali e passeggere;
    • I sentimenti sono l’elaborazione cosciente e cognitiva delle emozioni provate. Quando la mente “legge” l’emozione, la interpreta alla luce delle nostre esperienze passate, dei nostri valori e della cultura. I sentimenti sono più stabili, duraturi e profondi ad esempio l’amore, la nostalgia ed il risentimento.

    I sentimenti non sono solo un effetto collaterale dell’esistenza umana ma hanno determinate funzioni a scopo evolutivo e sociale. Ci dicono cosa è importante per noi. La tristezza, ad esempio, ci segnala una perdita, la gioia ci indica cosa replicare, la rabbia spesso ci dice che è stato superato un nostro confine personale. Sentimenti come l’empatia, l’affetto e la gratitudine , invece, ci permettono di creare legami profondi con gli altri, garantendo la cooperazione e la sopravvivenza della comunità.

    Per secoli si è pensato che ragione ed emozione fossero in costante lotta tra loro, come un cavaliere che deve domare un cavallo impazzito.Vediamo però che, nonostante si pensi che le decisioni migliori siano puramente logiche, le neuroscienze dimostrano che, senza la componente sentimentale o emozionale, diventiamo incapaci di scegliere perché ci manca il valore intrinseco da assegnare alle opzioni.

    Dunque, due concetti così diversi possono influenzarsi a vicenda : i sentimenti influenzano le decisione prese tramite la ragione; la ragione ci può portare a sopprimere dei sentimenti per proteggerci dal dolore.


    L’ Illuminismo è un movimento letterario che nacque e si sviluppò nel Settecento in Francia, intorno al 1715 anche se, si può dire che iniziò a svilupparsi verso la fine del Seicento.

    Con l’ illuminismo si poneva al centro di tutto la ragione, ritenuta come uno strumento utilizzato per illuminare ciò che ci blocca e fa arretrare la società e quindi eliminare l’ignoranza. Ponendo, però, la ragione al centro di tutto si andrà a creare un contrasto con la Chiesa poiché gli illuministi, oltre ad essere atei o duisti, consideravano i dogmi della Chiesa superstizioni e dunque potevano essere ritenuti materialisti.

    Tra i massimi esponenti dell’illuminismo troviamo Immanuel Kant, John Locke, Voltaire, Diderot e Cesare Beccaria ed ognuno di essi ha cambiato a suo modo il modo di pensare o ha dato un enorme contributo alla società.

    Anche l’Italia diede un contributo fondamentale, in particolare attraverso due centri principali :

    • Milano: Attorno alla rivista “Il Caffè ” e all’Accademia dei Pugni, guidata dai fratelli Verri e da Cesare Beccaria, nonno di Alessandro Manzoni, il quale scrisse il trattato “Dei delitti e delle pene ” ovvero un’opera rivoluzionaria che dimostrò l’inutilità della tortura e della pena di morte, influenzando i sistemi giuridici di tutto il mondo.
    • Napoli: Con grandi economisti e giuristi come Gaetano Filangieri e Antonio Genovesi che si concentrarono sul rinnovamento economico e civile.

    Alcuni sovrani assoluti europei accolsero le idee illuministe e introdussero riforme per modernizzare lo Stato, migliorare l’istruzione e limitare i privilegi nobiliari ed ecclesiastici pur mantenendo il potere assoluto. Questo fenomeno fu chiamato “Dispotismo Illuminato “.

    Inoltre vediamo che e idee di uguaglianza, di libertà e dei diritti inalienabili dell’uomo furono il carburante ideologico che portò prima alla Rivoluzione Americana (1776) e poi alla Rivoluzione Francese (1789).


    Il Romanticismo è stato uno dei movimenti culturali, letterari, artistici e filosofici più travolgente della storia moderna. Nacque in Europa tra la fine del Settecento e l’inizio dell’ Ottocento sviluppandosi inizialmente in Germania e in Inghilterra per poi diffondersi in tutto il continente. Esso ha completamente ribaltato la visione del mondo fornita dall’Illuminismo.

    Se l’Illuminismo metteva al centro la fredda ragione, il Romanticismo ha replicato mettendo al centro il cuore, l’istinto e l’irrazionale.

    Il movimento si fonda su una sensibilità esasperata e su alcuni concetti cardine:

    •  L’arte e la letteratura non devono più imitare la realtà o seguire regole rigide ma esprimere l’interiorità agitata dell’artista;
    • I romantici soffrono di una perenne insoddisfazione nei confronti della realtà materiale. Sentono un desiderio struggente per qualcosa di irraggiungibile, una continua tensione verso l’infinito;
    • Il tipico eroe romantico è un ribelle, un “titano” che sfida il destino, la società o le convenzioni, spesso andando incontro alla sconfitta, ma mantenendo intatta la propria dignità e grandezza spirituale;
    • A differenza degli illuministi, che guardavano al futuro e cosmopolitismo, i romantici riscoprono il Medioevo, visto come l’epoca in cui nacquero le identità nazionali, e coltivano un forte sentimento patriottico che alimenterà i risorgimenti nazionali in tutta Europa.

    Il movimento ha lasciato un’impronta indelebile in ogni campo espressivo. Nel campo letterario ad esempio vediamo che:

    • In Germania il movimento prende le mosse dallo Sturm und Drang , termine che significa “Tempesta e Assalto” . Figure come Johann Wolfgang von Goethe, con I dolori del giovane Werther, e Friedrich Schiller ne sono i pionieri.
    • In Italia, il Romanticismo assume una sfumatura più civile legata all’unificazione nazionale. I pilastri assoluti sono Alessandro Manzoni, che unisce il vero storico al sentimento cristiano ritrovato tramite il percorso di conversione insieme alla moglie, e Giacomo Leopardi con il suo profondo lirismo e pessimismo cosmico.

    Il Romanticismo ha inventato il modo moderno di intendere l’amore, l’arte e l’individualità. Concetti come l’importanza dell’autenticità personale, il culto del genio creativo e persino l’idea di “amore romantico”, per come la intendiamo oggi, nascono proprio in questi decenni pieni di confusione.

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